
L’elefante rosa e i pois gialli: parliamo di IA
Parliamo dell’elefante rosa nella stanza (e magari aggiungiamoci pure dei pois gialli): sì, l’Intelligenza Artificiale esiste. Sì, la usiamo anche noi di Caffè Lab. E sì, la puoi usare anche tu, o tuo cugino.
Però, attenzione: è come guidare una Ferrari. Certo, hai la patente e puoi portarla su strada "senza problemi", ma non la stai usando nel modo corretto se non sei un esperto che ne conosce i dettagli tecnici, le insidie del circuito e come le condizioni meteo possano influenzare la prestazione.
Schiacciare l'acceleratore è facile, restare in pista quando la velocità aumenta è tutta un'altra storia.
L'AI è già ovunque (e ci inganna)
L'intelligenza artificiale è ormai di uso comune, spesso in modo invisibile. Pensate alle ultime Olimpiadi: l'AI è stata fondamentale per l'analisi dei dati biometrici in tempo reale e per la tecnologia Intel Stride, che riconosce i volti degli atleti per sovrimprimere istantaneamente i nomi o per generare replay a 360° partendo da normali telecamere 2D.
Ma c’è un lato più quotidiano e "pericoloso". Chi non è abituato rischia di scambiare per reali immagini create da zero. Basti pensare, se ve lo ricordate era il 2023, al Papa con il piumino Moncler: un’immagine che ha fatto il giro del mondo ingannando milioni di persone. Oggi è sempre "peggio" (o meglio, dipende dai punti di vista), perché chi sa usare bene lo strumento realizza video e foto indistinguibili dalla realtà.
E non finisce qui: pensate alla replicabilità della voce. Un tempo, per usare la voce di un attore famoso, dovevi chiedere il permesso e pagarlo profumatamente. Ora, con l’AI, la puoi clonare in pochi secondi e magari passarla liscia col copyright cambiando una piccola tonalità. "Sembra lui... ma non è".
Dominare lo strumento vs Esserne schiavi
Sarebbe sciocco non usare l'AI quotidianamente: è un assistente incredibile. Ma la vera vittoria sta nel saper dominare lo strumento. Quando ho iniziato in questo settore nel 2016, i copy si scrivevano a mano e i dati si cercavano uno per uno. Quel processo creava un bagaglio culturale.
Oggi, vedo molti (dai giovanissimi classe 2001 ai meno giovani classe 1980) che prendono per oro colato qualunque cosa venga sfornata da ChatGPT. Ma come fai a verificare un risultato se non sai nemmeno di cosa stiamo parlando? È come guardare il cruscotto della Ferrari: i numeri corrono veloci, ma se non sai interpretare i giri del motore, non capirai mai perché la macchina sta fumando.
"Faccio tutto io": il confine tra risparmio e disastro
Ho sentito di persone che hanno provato a mettere in piedi siti web o campagne Meta da soli. Se il tuo mestiere è fare il sommelier ( è solo un esempio, nessun sommelier è stato maltrattato! vogliamo bene ai sommelier) e il nostro è comunicare, c'è una differenza di fondo. Se poi decidi di tornare da noi dopo un buco nell'acqua, serve umiltà. Saper semplificare ragionamenti complessi è un'arte: tutti sanno girare un volante, ma pochissimi sanno prendere una curva a 200 km/h senza uscire di pista.
C’è anche chi dice: "Il logo me lo faccio da solo". Va benissimo per darci un'idea di cosa ti piace, come le "cime tempestose". Ma un logo deve seguire regole tecniche per funzionare ovunque. Se te lo fai da solo, non venire poi a chiedere il file vettoriale per la stampa: chiedilo all'AI. Spoiler: non è così semplice.
Conclusione: La "massa" che copia o il pilota che guida?
Come dice spesso Marco Montemagno, l’AI sta creando una "massa" di persone che fanno cose ma non sanno cosa stanno facendo, perché si limitano a un pigro "copia e incolla". Senza spirito critico, diventiamo tutti sostituibili e mediocri.
Il risentimento che a volte proviamo come professionisti non è verso lo strumento, ma verso la banalizzazione della competenza. Se la nostra risposta coincide con quella dell'AI, non è perché l'AI è meglio, ma perché siamo esperti che confermano la direzione corretta.
L'AI è un motore potentissimo, ma rimane pur sempre un motore. Senza un pilota esperto che decide la direzione, che sa quando frenare e che sa distinguere il vero dal falso, quella Ferrari diventerà solo un modo molto costoso per fare un incidente o, nel migliore dei casi, resterà chiusa in garage a prendere polvere.