Quanto costa un'agenzia di comunicazione e come si sceglie?

Sono due domande, e sono le due più scomode che ci arrivano.

Partiamo da una premessa, così ci togliamo il pensiero: noi ci chiamiamo agenzia per comodità. In realtà siamo due freelance che lavorano sotto un unico nome, CaffèLab. Lo diciamo perché il resto dell'articolo ha senso solo se sai chi ti sta parlando.

Come si sceglie un'agenzia di comunicazione

Bellissima domanda.

E ci piacerebbe risponderti in modo semplice e diretto. Il problema è che come si sceglie non possiamo dirtelo noi. Chiunque te lo dica, ti sta descrivendo se stesso.

Perché scegliere un'agenzia somiglia molto a scegliere un collaboratore interno. Più o meno sai già cosa stai cercando: i requisiti che ti servono, i lavori che vorresti affidargli, il tipo di persona con cui riesci a lavorare. Nessuno può fare quella lista al posto tuo.

C'è chi si fida dell'esperienza di una realtà storica, e ha le sue ragioni. C'è chi preferisce chi è appena partito, e ha le sue. Vale la pena ricordarsi che ogni realtà storica è stata una novità, e che ogni novità — se lavora bene — diventerà una realtà storica.

Quindi dipende da cosa stai cercando. E da chi ti fa piacere che ti rappresenti, che è un criterio meno tecnico degli altri ma pesa parecchio.

L'unica cosa che ci sentiamo di dirti

Per noi la bravura, in questo mestiere, è una sola: portare online quello che c'è offline.

Non inventare un'azienda che non esiste. Non costruirti un'identità presa in prestito da un competitor più bravo a farsi vedere. Prendere quello che sei già — il prodotto, le persone, il modo in cui lavorate — e farlo arrivare a chi non è mai entrato dalla tua porta.

Se questo è il criterio, hai anche un test facile da fare prima di sentire chiunque: guarda come comunicano loro. La nostra comunicazione dovrebbe rappresentare noi, quello che sappiamo e come siamo. Se non ci riesce con noi stessi, perché dovrebbe riuscirci con te?

Poi, ovviamente, saranno i fatti a parlare. Ma intanto quello lo puoi guardare gratis, stasera, dal divano.

Una parte scomoda, prima dei numeri

Il nostro mercato è saturo di fuffa.

Di guru che vendono metodi. Di appassionati convinti che basti poco, che tanto i contenuti li fa chiunque. Di gente che ti spiega che funziona solo quello che fanno loro, e che se ti affidi a un esterno non funziona niente.

Lo scriviamo per esperienza, non per antipatia.

L'esperienza è questa: una parte dei clienti che oggi seguiamo arriva da un percorso precedente finito male. Soldi spesi, mesi persi, e soprattutto la convinzione che questo settore sia una presa in giro. Quando arrivano da noi, la prima cosa da fare non è la strategia. È rimettere in piedi la fiducia che qualcuno faccia questo lavoro sul serio.

Se ci sei passato anche tu, sappi che è più comune di quanto pensi. E che non è un buon motivo per smettere di provarci, ma è un ottimo motivo per fare più domande la volta dopo.

Quanto costa: come funziona da noi

Non abbiamo un pacchetto da mettere nel carrello, e la ragione non è che vogliamo farti telefonare per forza.

Lavoriamo così:

  1. Ci dici l'obiettivo. Quello vero, non "vorrei crescere". Riempire il locale il martedì sera, vendere una linea che sta ferma, far arrivare richieste dalle aziende invece che dai privati.

  2. Ci dici quanto budget vuoi dedicarci, al mese o all'anno. Non il numero che pensi ci faccia piacere sentire: quello che hai deciso di investire.

  3. Su quelle due risposte costruiamo il progetto. Ad hoc, con dentro le cose che servono a quell'obiettivo e fuori quelle che non servono.

È l'ordine che conta. Se parti dal pacchetto, ti ritrovi a pagare attività che non c'entrano con il tuo problema. Se parti dall'obiettivo, il preventivo diventa una conseguenza.

Vuoi una soglia? Eccola

Ci piacerebbe darti un numero secco e non possiamo, perché dipende da cosa chiedi.

Ma se dobbiamo sbilanciarci: una gestione social base parte da 900 € al mese, con il budget pubblicitario escluso e conteggiato a parte.

Sembra tanto per "due post a settimana". Lo capiamo. Solo che non stai pagando i due post.

Dentro la gestione di un piano editoriale c'è la strategia: decidere cosa dire, a chi, in che ordine, con quale obiettivo, e guardare ogni mese se sta funzionando. Quella è la parte che stai comprando. La pubblicazione è la conseguenza, ed è anche la parte più semplice di tutto il lavoro.

Se qualcuno ti fa lo stesso servizio a molto meno, non è che è più furbo. È che in mezzo ha tolto la strategia, e te ne accorgerai al terzo mese, quando i post ci sono tutti e non è successo niente.

Sotto quella cifra, onestamente, non siamo noi la risposta giusta. E preferiamo dirtelo qui che dopo una call.

Cosa resta fuori dal compenso

Il budget pubblicitario. Se investi 800 € al mese su Google o su Meta, quegli 800 € vanno a Google o a Meta. Non a noi. È una voce separata, si decide insieme e resta tua. Se qualcuno ti fa un prezzo unico "tutto compreso" senza distinguere le due cose, chiedi di distinguerle. Ne abbiamo parlato per esteso qui: quanto costa la pubblicità su Google.

Foto, video, grafica, loghi. Quando serve un livello che non copriamo, ci appoggiamo a professionisti esterni e li quotiamo a parte. Non è una debolezza da nascondere: scegliere il fotografo giusto per il tuo prodotto fa parte del servizio. Chi ti dice che fa tutto internamente o ha uno studio da trenta persone, o fa tutto discretamente e niente bene.

La vendita. Noi ti portiamo il contatto e ti diciamo da dove è arrivato. Da lì in poi è tuo: la telefonata, il preventivo, la trattativa. Preferiamo scriverlo prima che scoprirlo insieme dopo.

Le domande da fare, anche a noi

Non sono domande su di noi. Sono quelle che faremmo noi se dovessimo scegliere qualcuno.

  1. Qual è l'obiettivo? Se non te lo chiedono loro, entro i primi dieci minuti, stanno per venderti un pacchetto.

  2. Come faccio a sapere se sta funzionando? La risposta giusta contiene un numero e una data.

  3. Chi ci lavora? Nome e cognome. Se senti "il nostro team", chiedi quante persone sono e quali di quelle vedrai davvero.

  4. Il budget pubblicitario è dentro o fuori?

  5. Cosa non fate? La più utile di tutte. Chi risponde "facciamo tutto" non ha scelto, e chi non ha scelto non è specializzato in niente.

Quindi?

Come si sceglie: dipende da te, e va bene così.

Quanto costa: dipende dall'obiettivo, ma il punto di partenza te l'abbiamo scritto sopra invece di fartelo estrarre con le pinze.

Se l'ordine di grandezza ci sta e hai un obiettivo in testa, la cosa più utile adesso è sentirci e capire se con quel budget si fa, e come. Se non si fa, te lo diciamo.

Il caffè lo offriamo noi.